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L'Arcadia (nella versione italiana TV
"Alkadia") non è semplicemente un'astronave: sia nel
manga che nell'anime ha un ruolo da protagonista. L'Arcadia è
viva, è un simbolo di libertà, è la casa per il suo equipaggio
impegnato nella lotta contro i soprusi, è un rifugio.
"Arcadia" è il nome di un'antica regione del Peloponneso,
indicata dagli antichi greci come "il paese della felicità",
un luogo idilliaco in cui era possibile vivere liberi e
felici. La nave pirata viene battezzata con questo nome in
onore degli antenati di Harlock che avevano chiamato così i
loro mezzi, come simbolo di libertà. Infatti Arcadia si
chiamava il biplano
dell'esploratore Phantom F. Harlock I, avo del nostro
pirata, su cui solcava i cieli d'Europa all'inizio del
novecento e anche il caccia del
pilota della Seconda Guerra Mondiale Phantom F. Harlock
II. Di astronavi con questo nome ne esistono 2: la
prima Arcadia
appare nel lungometraggio e nella serie TV del 1982 e la
seconda è quella del 1977 (i cui avvenimenti sono
cronologicamente posteriori a quelli dell'82). E' una
caratteristica di Matsumoto mettere nelle sue navi spaziali
elementi del passato molto riconoscibili come, nel caso
dell'Arcadia, la poppa tipica degli antichi vascelli dei
pirati al pari della bandiera nera con il teschio con le tibie
incrociate che sventola (inspiegabilmente) nello spazio. Nella
parte centrale l'astronave ha due cannoni con tre bocche da
fuoco ciascuno, molto simili a quelli delle corazzate
terrestri della Seconda Guerra Mondiale. Al suo interno
trovano posto i caccia spaziali Space Wolf (Lupi
spaziali) e ricognitori variamente attrezzati a seconda delle
necessità.
L'Arcadia è stata
costruita da
Tochiro Oyama, il più
grande amico di Capitan Harlock, sul pianeta Heavy Melder (Hog
Melder nell'edizione italiana) nel 2970. Tochiro è ammalato e
sentendo la fine è vicina trasferisce la sua coscienza nel
computer della nave. Per questo l'Arcadia sembra avere una
coscienza propria, trema se ha paura e in alcune circostanze
prende decisioni liberamente. |