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SPORT
Tra i numerosi sport tradizionali o "importati"
che vengono seguiti dai giapponesi, il baseball è
quello più amato in assoluto, popolarissimo non solo se
giocato dalle squadre professionistiche, ma anche da quelle
giovanili, universitarie e aziendali. L'intera nazione segue
con grande entusiasmo e partecipazione i tornei di baseball
delle squadre giovanili che si disputano allo Hanshin Tiger
Koshien Stadium in marzo e agosto e vengono trasmessi per
televisione in tutto il paese.
Sempre più giapponesi, soprattutto quelli più giovani,
praticano il calcio e il tennis e lo
stereotipo secondo il quale i giapponesi sono dei grandi
appassionati di golf è del tutto giustificato anche
se le tariffe elevate e la difficoltà di prenotare i campi
durante il fine settimana impediscono a molti di giocare con
una certa frequentza.
Infine i giapponesi mostrano sempre più interesse
per il football americano, il basket, l'hockey su ghiaccio, la
pallavolo, il bowling, lo sci, il pattinaggio su ghiaccio, il
nuoto, l'ippica, l'atletica leggera, la maratona, il badminton
e molte altre discipline sportive. Però il baseball rimane lo
sport più amato in assoluto.
Baseball
Lo yakyu, così viene chiamato il baseball si disputa
con il sumo il ruolo di sport nazionale. Il Giappone il
baseball professionistico è composto da 12 squadre unite in
due leghe. La Central League comprende gli Yomiuri
Giants, gli Yakult Swallows di Tokyo, i
Taiyo Whales di Yokohama, i Chunichi Dragons
di Nagoya, gli Hanshin Tigers di che giocano vicino a
Osaka e gli Hiroshima Toyo Carp. Alla Pacif
League appartengono i Nippon Ham Fighters di
Tokyo, i Seibu Lions della piccola città di
Tokorozawa (prefettura di Saitama), nei pressi della capitale,
i Lotte Orions di Kawasaki, i Kintetsu
Baffaloes di Osaka, gli Orix Braves che giocano
a Nishinomiya tra Osaka e Kobe e i Daiei Hawks di
Fukuoka nel Kyushu. La stagione comprende 130 partite per ogni
squadra, mentre la corrispondente stagione statunitense
comprende 162 incontri, la stagione inizia il primo sabato
d'aprile e l'ultimo incontro si disputa a metà ottobre. Le
squadre che escono vincitrici dai campionati delle due leghe
si affrontano poi nella best-of-seven Japan Series,
la versione giapponese della World series statunitense.
Sumo
Benchè il baseball susciti in Giappone un entusiasmo
quasi maniacale e assorba in misura molto maggiore il tempo e
le energie dei giovano atleti giapponesi, il sumo (si
pronuncia "s'mo") continua ad essere lo sport nazionale
"ufficiale". Ed è giusto che il sumo mantenga questa dignità,
sia per la sua veneranda storia (lo sport risale addirittura
al III secolo) sia per i suio solenni rituali, ma soprattutto
perchè è uno sport molto avvincente.
Storia
Nell' VIII secolo il sumo divenne uno spettacolo
destinato all'ambiente di corte. I lottatori erano dei soldati
che si battevano per divertire la corte imperiale di Kyoto.
nel corso dei secoli questo tipo di lotta si è evoluto
assumendo i caratteri di uno spettacolo gladiatorio e nel XVII
secolo è diventato una disciplina sportiva con delle regole
ben precise.L'antichissima tradizione del sumo si manifesta in
modo evidente nei costumi e nei rituali che creano uno sfondo
suggestivo alla primordiale lotta tra uomo e uomo. Si può
assistere ad un incontro di sumo anche senza avere un
approfondita conoscienza di questo tipo di lotta, ciò
nonostamte, prima di visitare il Ryogoku
Kokugikan (l'arena nazionale) può essere utile conoscere
qualche nozione spicciola sulla storia e la terminologia del
sumo.
Tecniche
Il combattimento si svolge sul dohyo, una base
soprelevata di firma quadrata di terra e sabbia. All'interno
del quadrato c'è un circolo, il tawara, fatto con dei
mucchietti di paglia di riso. I lottatori devono atterrare
l'avversario oppure spingerlo o trascinarlo fuori del tappeto.
Nel sumo i colpi proibiti sono pochi ma la tradizione
disapprova il rikishi (lottatore) che afferra
l'aversario con una presa al di sotto della vita, questa è
avvolta da quello che è l'unico indumento indossato dai
lottatori: il mawashi. Lo yorikiri, uno dei modi più
solenni per battere l'avversario consiste nell'afferrarlo con
entrambe le mani per il mawashi, sollevarlo e spingerlo fuori
dal tappeto. Lo tsuridashi è la versione spettacolare
dello yorikiri: il vincitore trasporta lentamente oltre il
bordo del ring l'avversario che si divincola e scalcia
impotente. Gran parte della scienza del sumo è improntata sui
nomi di queste prese vincenti e sulla loro descrizione. I
rikishi più violenti preferiscono adottare la tecnica
chiamata tsuppari (colpire l'avversario con il palmo della
mano) o quella chiamata hikate (colpirlo con la
testa). Alcuni rikishi ricorrono spesso alla presa a due mani
(morozashi).
Campioni grandi e
piccoli
Benchè il più grande lottatore di sumo della storia
(Saleva Atisanoe, un hawaiano il cui nome d'arte era
Konoshiki) abbia raggiunto un peso di 253 chili e molti grandi
campiono pesino tra i 100 e i 150chili, non è detto che per
praticare questo sport sia necessario raggiungere queste
dimensioni. Nelle due categorie superiori vi sono anche dei
kirishi che pesano sui 90 chili.
Le categorie
Ai vertici della graduatoria del sumo ci sono gli
yokozuna, i grandi campioni. In genere non ci
sono più di quattro okozuna attivi contemporaneamente. Subito
dopo vengono gli Ozeki. Sia gli uni che gli
altri mantengono la loro posizione in gradutoria anche dopo
essere usciti perdenti da un basho. Se però perdono due basho
consecutivamente, gli ozeki vengono retrocessi e gli okozuna
vengono spinti al ritiro, finora solo pochissimi lottatori si
sono rifiutati di farlo, anche perchè questo ritiro "forzato"
non è assolutamente considerato un disonore; in molti casi gli
yokozuna si preparano ad esso con notevole anticipo e giungono
addirittura a desiderarlo. La categoria più alta si chiama
makunouchi ("dentro la tenda") subito dopo c'è la
categoria juryo. Sotto gli ozeki ci sono i
sekiwake, i komusubie al
livello più basso un gran numero di
maegashira. Il lottatore che giunge al
kashikoshi, ossia riesce a vincere almeno 8 incontri
su 15 migliora automaticamente la propria posizione in
graduatoria, mentre un makekoshi (otto o più incontri
persi) determina la sua retrocessione.
Solo i lottatori juryo e makunouchi possono
indossare mawashi di seta dai colori vivaci, mentre
quelli dei makushita sono di cotone marrone. Il sale che viene
gettato sul dohyo da un rikishi ad incontro finito serve per
purificarlo.
Kyudo
Il kyudo è il tiro con l'arco giapponese. Come
nel tiro con l'arco occidentale (che viene praticato anche in
Giappone ma appartiene ad un'altra organizzazione),
l'obbiettivo è quello di colpire il centro del bersaglio, ma
nel kyudo si da molta importanza allo stile, al punto che è
meglio lanciare la freccia con uno stile perfetto e mancare il
bersaglio piuttosto che fare centro con un tiro
imperfetto.
Lo yabusame è il tiro con l'arco a cavallo:
degli arcieri che indossano costumi da caccia dell'epoca
Kamakura cavalcano al gran galoppo su una pista e lanciano tre
frecce in tre bersagli. Attualmente lo yabusame è associato
allo shintoismo e viene praticato in occasione delle feste dei
santuari. Un tempo c'era un'altra forma di yabusame, in cui
dei samurai a cavallo inseguivano dei cani all'interno di un
grande recinto e li colpivano con le frecce, ma fortunatamente
è stata proibita alcuni secoli fa.
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