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Premessa al Giappone, un po' complicata come tutto il resto del Paese

Il GIAPPONE è un insieme di isole (la cui forma ricorda, vagamente, un croissant) che si estende per quasi 3.000 km. Poste di fronte alle coste della Siberia, della Manciuria e della Corea.
Le coste sono frastagliate, con alte montagne e decine di vulcani: il Giappone è uno dei territori a più alta sismicità del pianeta.
E’ abitato da circa 150 milioni di persone perlopiù di religione scintoista o buddista e di lingua giapponese ma è molto usato l’inglese quale lingua commerciale.
La produzione industriale, particolarmente importante quella tecnologica, è la seconda del mondo anche se deve dipendere dalle importazioni delle materie prime (soprattutto il petrolio).
La pesca è abbondantissima (la flotta peschereccia giapponese è la più grande del pianeta), base essenziale per l’alimentazione in cui il pesce riveste una importanza primaria.
E’ necessario il passaporto e il visto per permanenze superiori ai tre mesi.

FUSO ORARIO: + 7 ore (in estate), + 8 ore (in inverno)
DURATA DEL GIORNO: massima 14,5 ore (giugno), minima 9,3 ore (dicembre)

La primavera è la stagione ideale per visitare il Giappone; incomincia presto (a marzo) nelle isole del sud (Okinawa), a metà aprile (Honsu) e a fine maggio (Hokkaido). Questa stagione, meno piovosa dell’estate, è molto soleggiata e presenta temperature gradevoli.
L’estate è molto piovosa e inizia con una breve stagione delle piogge. Quando non piove una gran afa rende difficile sopportare il caldo, a volte torrido. I tifoni si abbattono specialmente nelle isole meridionali (Kyushu, Sikoku).
L’autunno è caldo nel sud fino a metà novembre, molto mite fino al termine di ottobre nel resto dell’arcipelago.
In inverno nevica abbondantemente soprattutto a Hokkaido e Honsu. Le temperature sono glaciali a Hokkaido.
A Tokyo e Osaka l’inverno è freddo ma poco piovoso in compenso è luminoso e con diverse giornate di sole.

La temperatura del mare in Giappone è di 23° in giugno e 27° in agosto. Ma più a nord, come a Hokkaido, l’acqua è molto più fredda, soltanto 22° in agosto.

In inverno portate abiti caldi e per le stagioni intermedie capi di mezza stagione e un impermeabile.
Dal momento che nelle case, nei templi e nei ristoranti occorre togliersi le scarpe è meglio evitare quelle con le stringhe.

Non ci sono particolari pericoli ma in estate città e campagne sono invasi da enormi quantità di scarafaggi neri, schifosi ma innocui.

Il Giappone è un paese ad alto tasso erotico (chi ha visto il film ‘Tokyo decadence’ non può non ricordarlo);
secondo la religione scintoista la castità è follia, il corpo è sacro, non esiste alcuna distinzione fra corpo e anima e non sono contemplate regole tipo ‘non commettere atti impuri’.
Anche l’omosessualità non genera alcun senso di colpa.
La dottrina Confuciana però rileva come il sesso possa turbare l’ordine sociale.
Il mix etico-religioso è probabilmente alla base della radicalizzazione del porno in Giappone in cui la trasgressione è concepita solo se parte di una vera e propria struttura. Ecco quindi il motivo di diffusione di saloni dell’amore, ‘love hotel’, karaoke erotici, masochisti in affitto: una organizzazione a livelli quasi maniacali.
L’industria del sesso (shasei shangyo, industria dell’eiaculazione) raccoglie quasi 150.000 club con più di un milione di ragazze a tempo pieno che sono pronte a soddisfare ogni tipo di fantasia (molti locali di spogliarello somigliano a visite ‘ginecologiche’ con i clienti muniti di lampadina tascabile e lente d’ingrandimento).
Per i giapponesi il ‘sesso a pagamento’ è perlopiù una esperienza collettiva soprattutto con i colleghi di lavoro.
Il feticismo dei giapponesi è proverbiale e raggiunge vette da noi inimmaginabili.
E ‘ uso, nei giorni di festa, che le ragazze dei club e delle case di tolleranza regalino, ben impacchettato come un cadeau, un pelo di pube ai clienti. A Tokyo vi sono negozi specializzati in biancheria intima usata (calze, slip, reggiseni, scarpe..) da ragazze giovani, spesso minorenni; la biancheria viene venduta (sottovuoto) con tanto di certificato di garanzia e foto della ex proprietaria. Peraltro la prostituzione giovanile è altissima, le studentesse lo fanno per potersi pagare l’ultima moda di abbigliamento firmato.

Questi sono soltanto alcuni esempi, i più descrivibili. Per i tanti altri lasciamo la ricerca d’informazioni agli interessati i quali debbono però ricordare che molti locali sono ‘for japanese only’; si valuta che ogni sera siano oltre 400.000 i soli clienti giapponesi dei vari locali.