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La crisi morale


In ogni epoca, gli adulti tendono a non comprendere e rimangono disorientati dai valori e dai comportamenti degli adolescenti. Allo stesso tempo, i problemi seri che questi giovani devono affrontare sono liquidati come un fenomeno limitato. Oggi il Giappone paga il prezzo di 50 anni di indifferenza, mezzo secolo passato solo a pensare al benessere materiale a spese della salute emotiva e spirituale.
L'atteggiamento di queste studentesse è superficiale, indifferente e senza senso di colpa. Non provengono da famiglie svantaggiate, sono persone qualsiasi, anche benestanti. Secondo il libro di Kuronuma Katsushi, entrambe le parti coinvolte nella relazione pensano ad essa come ad una normale parte della loro vita.
Il fenomeno non risparmia nessuna scuola, compresi gli esclusivi istituti di tradizione cristiana. Le ragazze sono assolutamente normali, anzi le uniformi sono perfette anche più del normale. Una ragazza ha detto che lo faceva anche per non pesare sulle finanze della famiglia. Kuronuma fa notare che in passato, i giovani delinquenti cominciavano a comportarsi male in casa per poi creare maggiori problemi fuori: "Mai ho incontrato delinquenti così rispettosi dei sentimenti dei genitori".
Secondo Sharon Kinsella, la studentessa che si prostituisce può essere vista in una duplice veste: per alcuni è un'anima perduta vittima del materialismo dilagante nella società, per altri è uno spirito libero, una figura positiva, una sorta di prostituta dal cuore d'oro in grado di trasformare il Giappone. A questa idea si sono ispirati alcuni manga e la moda, che propone look da "prostituta". L'interesse dei mezzi di informazione per il fenomeno col tempo è scemato, tanto che Kinsella si chiede ironicamente se enjo kousai sia mai stato un fenomeno significativo all'interno della società giapponese.
Murakami Ryuu afferma che "senza esserne coscienti, queste ragazze stanno creando un movimento". Secondo Kuronuma però "solo poche di queste ragazze vedono il loro comportamento come un atto di ribellione o di vendetta verso i genitori, la scuola o il mondo degli adulti nel suo complesso". L'adolescenza può essere il periodo più duro della vita, quello in cui ci si comporta in modo confuso, privi di morale e di buon senso. I giovani hanno paura. Enjo kousai è un rito di passaggio.
Ma perché prostituirsi? Perché non ribellarsi ai genitori o comportarsi male a scuola? L'origine del problema potrebbe essere la natura superficiale dei rapporti umani, particolarmente in famiglia, nella società moderna. La tipica famiglia giapponese contemporanea non vive più come una famiglia e non offre la possibilità di incanalare le forze risvegliate dall'adolescenza in una ribellione positiva. Le ragazze che praticano enjo kousai vogliono preservare la tranquillità domestica. Niente può essere più lontano dai loro pensieri che una ribellione o una vendetta. Ma il loro comportamento è comunque distruttivo. La società contemporanea è così incapace di affrontare i problemi che qualcosa di tragico deve succedere per farla smuovere dal suo autocompiacimento.
Il comportamento di queste ragazze è un riflesso della società in cui vivono. Kuronuma mostra un parallelo con il mondo degli affari, dove il profitto spesso viene prima di qualsiasi considerazione etica. Ciò che fanno queste ragazze non è diverso da ciò che fanno molti adulti. Resta il fatto che molti si sentano disturbati da tale fenomeno e, in fondo, chiunque abbia un minimo di sentimento dovrebbe esserlo. Ragazze che si prostituiscono in modo spudorato, senza senso di colpa, non sono certo un esempio da seguire.
Disattendendo l'immagine classica della prostituta, esse sono gioiose. Riescono a tenere le emozioni al riparo, a separare nettamente il corpo e la mente. Le persone assennate trovano che questa cosa sia difficile da credere. Sicuramente le ragazze sono danneggiate psicologicamente da quello che fanno, anche se parlando con loro non si ha questa impressione.
Ma c'è qualcosa d'altro, oltre il corpo e la mente, c'è lo spirito. Enjo kousai sta distruggendo il loro spirito. Una ragazza disse una volta a Kuronuma: "E' così sbagliato fare qualcosa che rende felice l'altra persona, è divertente per me e non fa male a nessuno?. Egli rispose: "Ci sono due tipi di cose sbagliate, alcune cose sono sbagliate per un motivo, altre sono sbagliate e basta. Ciò che tu fai è sbagliato e basta". Quel comportamento era cattivo per lo spirito. Un modo di pensare distaccato e senza emozioni impedisce ad una persona di fare esperienza degli eventi in modo personale. Quando queste ragazze si prostituiscono, non stanno interiorizzando come fosse una loro esperienza. Per questo non sembrano danneggiate fisicamente e mentalmente, ma al contrario normali e raggianti. Un danno psicologico può non essere così facile da vedere, ma i suoi effetti saranno presto visibili: irritazione, insicurezza, mancanza di fiducia. Non c'è nessuna prova che una delle due parti sia stata ferita, nel corpo e nello spirito, da tale pratica. Ognuno ha scelto di propria volontà. Un danno nello spirito può essere invisibile anche alla persona che lo subisce.
Nel pensiero tradizionale giapponese, la mente non può essere separata dal corpo né dalle cose di cui fa esperienza. Credendo in ciò, sarebbe giusta una certa dose di austerità in ciò che si fa. Ma ora che il Giappone ha conosciuto i valori occidentali ed una certa prosperità, la famiglia tradizionale non basta più a preparare i bambini all'adolescenza e all'età adulta.
Quando i giapponesi erano poveri, credevano che acquisire denaro e oggetti li avrebbe resi felici, ma ora che hanno tutto ciò, ottenere la felicità sembra ancora più difficile. Se dovessimo proporre uno slogan per il movimento che queste ragazze stanno inconsciamente guidando, sarebbe: "Riscopriamo lo spirito nelle relazioni umane". Attraverso la loro azione, queste ragazze ci mostrano la pochezza di una relazione senz'anima.
Alcuni insistono sul bisogno di maggiori controlli da parte della società, ma il fenomeno non è così superficiale e passeggero da poter essere estirpato in maniera tanto semplice. Bisogna raggiungere lo spirito di queste persone, insegnare loro che il corpo deve essere trattato con rispetto. Se gli adulti continuano ad usare il denaro per evitare relazioni che li coinvolgano nel profondo, i figli cresceranno in questo modo.
Il capofamiglia non può più accontentarsi di portare il pane sulla tavola, come succedeva in tempi di povertà. Ora che il benessere è stato raggiunto, queste persone devono usare le proprie energie, soprattutto mentali, per immaginare un futuro migliore.