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LE MAGHETTE DELL'ANIMAZIONE JAPPO

Nei lontani anni 70/80, quando cominciarono ad approdare un’ infinità di cartoni dal paese del Sol levante, giunse in Italia (in Giappone vi era già da metà anni 60) un genere innovativo che fece molta presa sul pubblico: il filone delle “maghette”(majokko in giapponese).

Molti di voi ai tempi non erano nati e non ricorderanno parecchie di queste serie che in questa recenzione cercheremo di descrivere e analizzare, ma questo nuovo genere continua ancora oggi a coinvolgere ed interessare un vasto gruppo di persone (basti pensare a serie recentissime come SAKURA e FANCY LALA).

La maghetta, protagonista della serie, era un personaggio semplice, che grazie alle sue innumerevoli avventure magiche riusciva ad incollare allo schermo il telespettatore.

Molte di queste serie erano ambientate in posti familiari nell’età infantile-adolescenziale (come ad esempio la scuola), cosa che riusciva maggiormente a implicare bambini e ragazzini che spesso si trovavano ad affrontare le stesse situazioni della protagonista della serie animata (es. interrogazioni,compiti,primi amori ecc…).

Inoltre la magia è un mondo che stimola una grande curiosità, elemento principale dell’età infantile.

Le dure lotte della protagonista,costretta ad un tratto a dover fare i conti con le difficoltà della vita, erano un evidente insegnamento (e poi dicono che i cartoni made in japan sono solo diseducativi!!!) per chi seguiva la serie,ma lasciava spazio anche alla fantasia dato che la protagonista superava le difficoltà con il largo uso dei suoi poteri magici.

La serie che diede il via a questo lungo filone, è stata SALLY LA MAGA composta di ben 92 episodi.

La trama, molto semplice, presenta una ragazzina dalle sembianze umane, Sally, che vive in un altro pianeta (il regno della magia) combinando tanti guai.

Il padre, figlio di satana, per punirla la spedisce sulla Terra insieme al fratellino per studiare il genere umano e farle capire come si vive in una società. In ogni episodio la piccola Sally impara qualcosa di nuovo facendosi tanti amici umani, ma dato che non si trova nel proprio mondo sarà costretta ad usare, in alcune situazioni i suoi poteri magici.

L’anime presenta una seconda serie (realizzata più di 20 anni dopo dalla precedente) dal titolo, UN REGNO MAGICO PER SALLY, che ricalca la stessa trama con un’animazione, ovviamente più curata.

La serie, guardando l’anno di realizzazione (1966), è ben fatta ed è da apprezzare più che altro per le ispirazioni che porterà a future serie “magiche” come BIA e LALABEL (anch’esse streghe che vengono da altri mondi per studiare il genere umano).

La casa che produsse la serie (l’attuale TOEI ANIMATION) visto il grande successo che apportò, si gettò a capofitto nel creare nuove serie “majokko”, specializzandosi nel settore.

Nasce così, dopo soli due anni, una seconda serie “magica”: LO SPECCHIO MAGICO; primo cartone che presenta una ragazzina dotata di poteri magici che non proviene da altri pianeti.

Stilly (Akko in originale), la protagonista, è una ragazzina di 10 anni affezionata tantissimo (tanto da portarselo sempre dietro) ad un portacipria regalatole dal fratello.

Un giorno il prezioso oggetto cade andando in frantumi, facendo scoppiare in lacrime la tanto affezionata padrona.

L’intervento di un folletto ridà la felicità a Stilly, che le regala un nuovo portacipria con poteri magici che permettono alla nostra amica di trasformarsi in qualsiasi persona essa voglia.

Cominciano qui le avventure di Stilly pronta ad aiutare, nei 92 episodi, chiunque è in difficoltà.

La TOEI, come aveva già fatto per Sally, visto il successo realizzò due nuove serie; una nel 1989 col titolo UN MONDO DI MAGIA e un’altra più recente nel 1999 col titolo STILLY E LO SPECCHIO MAGICO che non presentano però grandi differenze dalla prima.

La serie è molto originale e una cosa che ricordo bene erano le bellissime immagini della prima sigla cantata dai bravissimi Cavalieri del re.

L’anno successivo approda la terza serie prodotta dalla Toei: UNA SIRENETTA TRA NOI; tratta dalla celebre favola di H.C. Andersen “la sirenetta”.

La storia viene del tutto modificata rispetto al testo del grande favolista olandese, forse la più originale delle serie “majokko”.

Jinny (Mako in originale) è una principessa sirena che vuole vivere come un essere umano per ritrovare un giovane marinaio che ha salvato da una bufera, del quale si è perdutamente innamorata.

Il padre, a malincuore, la trasforma in un essere umano donandogli una collana magica chiamata “vita della sirena” che deriva il suo potere dalla luce della luna e del sole.

Jinny, una volta trasformata in una splendida fanciulla,arriva sulla terra felice di poter contare nell’aiuto del prezioso oggetto donatole dal re del mare.

La piccola viene accolta da una famiglia, composta tra l’altro da due vispi gemelli, da una scimmiotta e da un orso che faranno subito amicizia con la protagonista, aiutandola nella ricerca dell’amato.

Grazie ai poteri della collana, Jinny aiuta tutti coloro che le stanno vicini nei momenti di bisogno.

La serie, molto ben curata, è, come dicevo prima, una delle più originali; inoltre è la prima maghetta più “adulta” (ha infatti 15 anni) e le sue forme sono studiate in maniera più sexy rispetto a Sally e Stilly. Ciò servì ai tempi, per avvicinare alla visione non solo un target femminile e infantile, ma anche i telespettatori maschi e più adulti. 

La serie riscosse tanto successo incitando la Toei a continuare la scalata, creando nel 1972 una nuova serie: CHAPPY.

Nella serie troviamo la nostra maga di turno, stanca delle severe regole del suo mondo che decide assieme alla famiglia di trasferirsi sul pianeta Terra.

La magia, caratteristica del suo mondo, rimane in suo potere anche sulla Terra e la piccola ne farà grande uso nei momenti più drastici.

 L’anime, guardando l’anno di realizzazione e confrontandole con altre serie dello stesso periodo è molto scadente nelle animazioni e anche la trama non apporta nessuna originalità.

Oltre alla tipica frase magica, viene aggiunta la figura della mascotte (nel caso di Chappy, un panda), che accompagna e consiglia la protagonista nelle sue avventure; questo nuovo elemento verrà riproposto con notevole successo in altre serie “majokko” (es. Creamy-Posi e Nega, Emi-Moko).

Chappy,considerata da tutti la peggiore maghetta , non può reggere confronto con I BON BON MAGICI DI LILLY  creata tra l’altro un anno addietro dalla casa di produzione TEZUKA PRODUCTION.

“I bon bon magici di Lilly” ha una trama coinvolgente e innovativa.

La storia, un po’ drammatica, inizia con la morte accidentale di una giovane donna costretta a lasciare i suoi due figli, una bimba di dieci anni e un bimbo ancora in fasce.

Arrivata in paradiso ottiene da Dio, un vasetto di confetti bicolore, magici che aiuteranno la figlia nei problemi quotidiani.

Quelle rosse tolgono 10 anni a chi le ingoia, quelle blu ne aggiungono invece 10.

Lilly può così diventare adulta e accudire il fratellino facendogli da mamma; ma cresce solamente il suo corpo, la sua mentalità resta sempre infantile, causa che la caccerà spesso nei guai.

Inoltre, se le pillole vengono combinate, Lilly può regredire allo stato fetale per poi rinascere sotto le sembianze di qualsiasi altro essere vivente essa vuole e dare una mano,sotto le missive di un vecchietto,a chi ha bisogno di aiuto.

Importante ricordare l’ultimo episodio dove vediamo il vecchietto, amico di Lilly, che spiega al figlio della protagonista,senza troppi giri di parole come vengono al mondo i bambini dal concepimento al parto.

L’anime è un supercartone: bello, coinvolgente,originale e interessante (da un chiaro insegnamento sul piano della genetica e del sesso). E poi, basta dire che è stato creato dalla geniale mente di Osamu Tezuka (autore di famose serie come Atom, Kimba e Zaffiro) per poter giudicare.

Una cosa che ricordo, che mi teneva attaccato allo schermo, era la trasformazione di Lilly da bambina in adulta: ragazzi la nostra amica si mostrava come mamma l’aveva fatta.Complimenti mamma…

Ma torniamo alla TOEI, che dopo il fallimento di Chappy, si riprende con la creazione di una delle più famose serie majokko: BIA, LA SFIDA DELLA MAGIA,nata dalla mano di SHINGO ARAKI (mitico creatore di “Lady oscar “ e ”I cavalieri dello zodiaco”) nel 1974.

La vicenda dell’anime comincia in un altro mondo “il regno della magia” (lo stesso di Sally) dove la regina decide di spedire due apprendiste sulla Terra per farle maturare e poter affermare ad una di esse il titolo di strega.

Bia e Noa, le due principianti, sono molto diverse tra loro.

La prima è allegra e spontanea, la seconda, silenziosa e chiusa, ma entrambi brave nell’eseguire incantesimi.

Arrivate sulla Terra le due nemiche-amiche verranno spiate da un mago investigatore, un po’ maniaco nei riguardi della ben formosa Bia, che dovrà conferire alle due dei punteggi che serviranno a raggiungere il tanto ambito titolo di strega.

La serie ben curata nelle animazioni riprende l’idea di Sally, puntando però ad interessare (come per Jinny) un pubblico più adulto, grazie alle analisi presenti in quasi ogni puntata riguardo i problemi legati all’età adolescenziale.

Una lode va fatta al doppiaggio italiano e in particolare a Cinzia De Carolis (Candy, Lady Oscar, Lulù ecc..) che da la voce alla protagonista, Bia.

Nello stesso anno la Toei realizza un’altra serie dal titolo CUTEY HONEY, mai giunta in Italia a causa dei suoi contenuti ritenuti osceni, creata “dal maestro dei robottoni” Go Nagai.

La storia, vede la nostra eroina, una provocante androide dalle sembianze femminile, lottare contro un gruppo di donne aliene che vogliono uccidere tutte la donne terrestri e accaparrarsi tutti gli uomini.

La serie presenta per la prima volta, la trasformazione fisica della protagonista, che per alcuni secondi si mostra nuda, prima di comparire in scena un più che attillato costume.

L’anime tende ad oscillare tra il genere majokko e il genere di fantascienza, cosa che rende l’opera molto originale; davvero doc.

Go Nagai dopo la sexy eroina crea una seconda serie majokko, di scarso successo sia in patria che in Italia dal titolo: “LILLY, UN GUAIO TIRA L’ALTRO”.

La serie non e’ interessante sotto nessun aspetto, sia nel soggetto che nel disegno.la trama e debole e presenta la protagonista , Lilly, una maga sbucata fuori da un libro vecchio e polveroso per studiare la vita degli esseri umani, e combinare un immensità di guai! Forse possiamo considerare la serie meno riuscita del genere majokko, un vero flop!

La Toei, dopo una pausa di quattro anni, crea nel 1979 una tra le serie più particolari del filone “majokko”: LULU’ L’ANGELO DEI FIORI”.

Particolare, perché non vi è un vero e proprio uso di poteri magici, ma solo trasformazioni d’ abito che avvengono grazie alla magica spilla a forma di margherita che indossa la protagonista.

Lulù, la maghetta della serie, è una ragazzina speciale perché ultima discendente del popolo dei fiori, che un tempo viveva sulla terra assieme agli esseri umani, ma costretti, dopo il distacco tra uomo e ambiente a emigrare in un altro mondo, chiamato “Stella dei fiori”.

In questo regno, per succedere al trono è però necessario trovare un fiore speciale chiamato “fiore dei sette colori” che si trova sul pianeta terra.

Spetta quindi a Lulù, ultima discendente che vive ancora sul nostro pianeta cercare questo fiore.

La piccola, aiutata da due buffi animali, un gatto e un cane, che alla fine si riveleranno due angeli della Stella dei fiori e da un misterioso ragazzo di nome Serge, comincia il lungo viaggio alla ricerca del prezioso oggetto.

Non possono mancare i cattivi di turno, in questo caso due loschi individui, chiamati Togenisha e Yavoque, intenzionati a trovare il magico fiore per usurpare il trono del regno dei fiori.

Nel 1980 venne realizzato un film della durata di venticinque minuti, mai giunto in Italia. La Avo film ha però realizzato un film di montaggio nel 1982, nell’insieme ben fatto.

L’anime è molto bello e in ogni puntata vengono elencati e analizzati un infinità di generi di fiori, cosa che rende il cartone animato ancor più interessante e affascinante.

L’anno successivo la Toei sforna ancora una volta una grande opera majokko che non può passare inosservata: LALABEL, serie che vede riprendere il tema delle maghette che provengono da altri mondi.

Lalabel, una ragazza dai morbidi capelli castani, che vive nel regno della magia, un giorno ruba una magica valigetta ad un grande mago di nome Biscus, che infuriato comincia a inseguirla.

La piccola si rifugia sulla terra assieme alla sua inseparabile gattina, facendo perdere così le tracce al tanto arrabbiato mago.

Adottata da un’anziana coppia, la ladruncola nasconde la propria identità e i suoi poteri e comincia ad inserirsi fra gli esseri umani, annotando nel proprio diario gli insegnamenti che apprende di puntata in puntata.

Biscus però, viene a conoscenza del nascondiglio di Lalabel e giunto sulla terra comincia a cercarla.

Una particolarità della serie sta nel fatto, che prima di uscire la serie in tv la Toei realizzò e pubblicò un film della durata di venticinque minuti, che come al solito, è inedito in Italia.

La serie venne curata da Hiroshi Shidara, creatore tra l’altro del cult “Candy Candy”.

La Toei Doga, con questa serie, stacca per un po’ la produzione di nuove serie” majokko”, ma nuove case prendono la palla al volo e realizzano serie di grande nota.

Tra queste troviamo la Ashi production che nel 1983 realizza unanime delizioso ed elegante: IL MERAVIGLIOSO MONDO DI GIGI’ (secondo titolo italiano “Benvenuta Gigì”).

La storia inizia con il distacco del mondo della fantasia dal mondo degli uomini perché questi ultimi hanno perso la capacità di fantasticare.

Il magico regno sta per smaterializzarsi, così il re e la regina decidono di mandare sulla terra la loro figlia Gigì per far realizzare i sogni e le fantasie degli esseri umani.

Gigì con la sua bacchetta magica arriva sulla terra in compagnia di tre aiutanti: una scimmiotta, un cane e un canarino e facendosi credere loro figlia, viene accolta da una coppia di veterinari.

Ogni sogno che lei riesce a far fare ad ogni uomo, viene raccolto e mandato nel regno della fantasia, dove troviamo una grossa corona, sulla quale appaiono delle pietre, ogni qual volta Gigì riesce a far sognare la gente terrestre.

Gigì, grazie ai poteri della bacchetta magica può diventare adulta e calarsi in qualsiasi professione per risolvere i vari problemi che impediscono alla gente di sognare.

La serie è veramente originale, bellissime e curate le animazioni e una trama che merita senza troppe esitazioni un bel 10 e lode!!!

La Ashi production realizzo nel 1991 una seconda serie dal titolo “TANTO TEMPO FA…GIGI’”

La storia è un po’ il seguito della prima.

Veniamo a conoscenza del fatto che non solo il regno della fantasia si stava distaccando dalla terra ma anche altri mondi, tra questi quello del mare.

La storia si ripete.il re e la regina di questo regno mandano la loro figlia sulla terra (assieme,come prima, a tre assistenti) che viene adottata da una coppia umana.

La nuova Gigì durante la serie viene a conoscenza, grazie al ritrovamento di alcuni suoi oggetti, della vecchia Gigì e quindi capisce che la missione di quest’ultima sia fallita.

Comincia a cercarla e una volta trovata si scopre identica, nell’aspetto fisico, alla vecchia Gigì.

Oltre alle due serie vennero realizzati due OAV , inediti come al solito in Italia, e un film che sbarcò invece nel nostro paese nel 1986 col titolo “Viaggio nell’isola che non c’è”.

Oltre alla Ashi production, un altro studio di produzione entrò in campo con ben cinque serie “majokko” (tra l’altro le più famose): Lo Studio Pierrot.

L’ascesa comincia nel 1983 con la realizzazione dell’anime L’INCANTEVOLE CREAMY, opera lodevole e innovativa, e senza ombra di dubbio la più famosa maghetta dell’intera storia dell’animazione giapponese.

La storia vede la nostra protagonista, Yu, una bambina di dieci anni allegra e mascolina innamorata del suo amico Toshio, che vede però in lei (almeno all’inizio), soltanto una sorella minore.

Yu un giorno, vede apparire in cielo un oggetto luminoso; si lancia quindi all’inseguimento dell’oggetto volante insieme a Toshio, inseguimento che termina presso l’ippodromo cittadino.

I due si avvicinano a quella grande luce che si materializza in una gigantesca arca che però solo Yu riesce a vedere.

Entratavi dentro incontra uno strano folletto chiamato Pinopino che per ringraziarla nell’avergli fatto trovare la strada per tornare nel proprio pianeta (chiamata Stella piumata) le dona dei poteri magici che Yu, ne potrà far uso per un intero anno.

I poteri consistono nel trasformare l’infantile corpo di Yu in quello di una favolosa e sexy ragazza.

Ciò avviene grazie all’utilizzo di una bacchetta e di una formula magica (chi non ricorda la mitica frase “Pampulu pimpulu parimpampum !”).

Inoltre, verranno in suo aiuto due folletti, Posi e Nega, che sotto le sembianze di due gattini la consiglieranno nei momenti di bisogno.

Creamy, la graziosa ragazza in cui Yu si trasforma diviene presto una giovane idolo della musica leggera, conquistando addirittura il primo posto nelle classifiche musicali nazionali.

La madre, il padre e Toshio, che presto s’innamorerà della sexy e brava cantante, sono all’oscuro della doppia identità di Yu e in molti episodi ostacoleranno la piccola creandole dei grandi problemi.

Nessuno infatti può venire a conoscenza della doppia vita di Yu, pena la perdita dei poteri.

La serie presenta per la prima volta un uso dei poteri personali; Yu infatti, trasformandosi in Creamy, usa i poteri solo per se stessa.

Cartone delicato e molto magico, “l’incantevole Creamy” deve il suo successo principalmente all’aspetto musicale, le canzoni (tutte bellissime!) sono il piatto forte della serie.

Oltre alla serie furono realizzati due film giunti entrambi in Italia coi titoli: “Il ritorno di Creamy”e “il lungo addio”.

Visto il grandissimo successo (sicuramente meritato), lo studio Pierrot l’anno successivo produce una seconda magica serie: EVELYN E LA MAGIA DI UN SOGNO D’AMORE.

La protagonista è una bambina giapponese dai lunghi capelli blu.Vissuta sino all’età di undici anni in Africa, la piccola chiamata Evelyn apprende un giorno la notizia di potersi trasferire nel suo paese natale, dove tra l’altro vivono i suoi genitori.

Felice parte in aereo, accompagnata da un vecchio etologo e da due fratelli gemelli, Roby e Ricky, nipoti dell’anziano.

A metà viaggio però, l’aereo viene risucchiato all’interno di un vortice e catapultato in un altro mondo, chiamato Lovely Dream, legato al nostro mondo grazie ai sogni degli esseri umani.

Il pianeta si presenta freddo e desolato agli occhi di Evelyn; tre strani folletti spiegano alla protagonista che ciò è causato dal fatto che i sogni umani non raggiungono più il loro mondo.

Una fata spiega che solo la luce dell’amore può far rifiorire il loro mondo e chiedendole aiuto, le dona un cerchietto magico.

Tramite questo oggetto, nel quale e nascosta una bacchetta magica, i due mondi possono collegarsi e catturare i sogni dei terrestri.

Come per Creamy, nessuno deve venire a conoscenza dei poteri della piccola, per evitare di perderli per sempre.

Evelyn si risveglia nell’aereo e crede che tutto sia stato un sogno; ma si ricrederà quando troverà il magico cerchietto accanto al suo sedile.

 Grazie ai magici poteri può trasformarsi in una splendida ragazza e calarsi, come per Gigì, in qualsiasi ruolo professionale essa vuole per aiutare la gente nella difficoltà.

I tre folletti, chiamati Kappa, giungono sulla terra e durante le varie puntate della serie aiuteranno la piccola.

Presenta diverse differenze da Creamy:

Prima di tutto, Evelyn cambia bacchetta magica per ben due volte (cosa che ai tempi fece felice il merchandising!!), di conseguenza cambia la formula magica e vi è la presenza di un maggior numero di personaggi fantastici che aiutano la protagonista.

Oltre ai tre Kappa, troviamo anche il leoncino di Evelyn, Simba e un altro folletto chiamato BonBon che raggiungerà gli altri a metà della serie, quando dovrà consegnare alla protagonista la nuova bacchetta.

Nel 1987 uscì un OAV,inedito in Italia (che rabbia!!!) della durata di quarantacinque minuti.

Nel 1985 uscì la terza serie creata sempre dallo Studio Pierrot: “MAGICA, MAGICA EMI” che presenta nuove trovate nel genere majokko.

La piccola Mai, protagonista dell’anime, trova un giorno nella soffitta di casa uno specchio dal quale esce una luce che va ad animare un peluche a forma di scoiattolo.

Lo scoiattolo, si rivela un essere magico e dona alla piccola un braccialetto che gli permette di realizzare il suo sogno più grande: diventare una famosa prestigiatrice, come il suo idolo, la bravissima Emily Howell per un anno intero.

Mai può così trasformarsi in Emi quando vuole ed entrare a far parte della compagnia di maghi gestita dai nonni chiamata Magic Art.

La serie, come le precedenti, riscosse grande successo e per la prima volta presenta la decisione della protagonista nel tenere o abbandonare i poteri magici.

Nel 1986 venne creato un OAV uscito in Italia col titolo dello stesso cartone, Magica, magica Emi, che è per lo più il riassunto dell’intera serie.

Lo Studio Pierrot decide di creare un’ultima serie (anche se nel 1997 creerà “Fancy Lala”)

Nasce così nel 1986 “SANDY DAI MILLE COLORI” forse la meno fortunata serie majokko del famoso studio di produzione.

La trama, molto semplice e lineare, vede la nostra protagonista, una bambina di dieci anni chiamata Sandy, amante del disegno e dei fiori.

Un giorno, mentre salva dal far strappare un dente di leone, riceve la visita di due folletti chiamati Pico e Paco che visto l’amore per i fiori regalano alla protagonista una bacchetta magica capace di far diventare reale qualunque cosa essa disegni e le restano accanto per aiutarla nelle difficoltà.

Ogni cosa che lei disegna diventa reale per un tot di tempo per poi svanire e il ciondolo che lei porta al collo, l’avviserà trenta secondi prima che ciò accada.

La serie è forse la più infantile e semplice tra le altre serie majokko dello Studio Pierrot, ma lancia un chiaro messaggio, quello di amare e rispettare fiori e piante.

Per la prima volta, rispetto sempre le altre serie del famoso studio, non vi è una vera storia d’amore tra la protagonista è un ragazzo, ma solo un infatuazione per un ragazzo tra l’altro molto più grande dell’eroina della serie, che lavora nel negozio di fiori dei genitori della piccola.

Una differenza che va evidenziata, è il fatto che Sandy è l’unica maghetta dello Studio Pierrot alla quale restano i magici poteri per sempre.

Nel 1988 lo Studio Pierrot riprese tutte quattro le piccole maghette e le riunì in film giunto in Italia col titolo “Alien x- terrore dalla dimensione A”edito dalla Yamato Video, veramente molto carino e singolare.

Sempre nel 1988 la Shin’ei Doga crea una serie majokko un po’ umoristica dal titolo “ESPER MAMI” giunta in Italia e passata inosservata col titolo: “MARTINA E IL CAMPANELLO MISTERIOSO”.

Martina è una ragazzina coi capelli rossi corti e con una frangetta, che un bel giorno riceve in dono dei poteri extrasensoriali, con i quali aiuterà il prossimo combattendo il male. La serie è composta da 119 episodi, dei quali non credo siano giunti tutti in Italia, ed è tratta dal manga di Fujiko Fujio.

Il filone delle maghette rappresenta una tappa fondamentale nel percorso dell’animazione giapponese; anche se, come abbiamo visto prima, non è un fenomeno recente continua ancora adesso a svilupparsi e a proporre nuove trovate degne di rispetto e attenzione.

Basti pensare a “UN FIOCCO PER SOGNARE, UN FIOCCO PER CAMBIARE” creato nel 1992 dalla Toei Animation .Vediamo la trama: Ogni essere umano ha un proprio sosia nel regno della magia, uguale nell’aspetto fisico ma diversi nel carattere.

Le leggi del magico regno stabiliscono che per succedere al trono è necessario costruire un oggetto magico che deve essere collaudato da un essere umano.

Erica, principessa del regno della magia, deve succedere al trono e sta per un intera giornata nel cercare la sua sosia sulla Terra per far verificare le potenzialità di un fiocco magico che lei ha creato, capace di far tramutare chi lo indossa in un'altra persona che desidera.

Alla fine lo trova in Himi, ragazzinA innamorata di un compagno di classe chiamato Daichi, del quale l’intera scuola ne và matta. Una volta avuto il magico fiocco , per Himi comincia l’avventura; il fiocco le viene donato per un intero anno e le permette di trasformarsi in qualsiasi essere essa vuole, ma solo per un intera ora e se durante questa viene scoperta , resterà per sempre nei panni in cui si e’ trasformata e mettendo quindi in seri guai , la principessa Erika.

Himi inoltre può contare sull’aiuto di altri oggetti magici: un leoncino in peluche, un braccialetto e uno specchietto magici dei quali non dovrà mai separarsi.

Tutto procede per il meglio fino a quando arriva dal regno della magia Simone, ragazzo intenzionato a rubare il magico fiocco per vincere una scommessa fatta col cugino. Himi inoltre è costretta ad usare i poteri in pubblico per salvare un bambino dall’aggressione di malviventi, rompendo il patto fatto con Erika.

Tutto però, si aggiusta nel migliore dei modi e allo scadere dell’anno, Himi ridà i magici poteri. Vista il buon uso che Himi ne ha fatto, il Re della magia decide, di lasciare per altri sei mesi il magico fiocco.

Alla fine di questo altro periodo Himi, consegna il magico oggetto alla futura regina del regno della magia e si dichiarerà all’amato Daichi.

La serie, a me personalmente non piace granchè;  l’animazione è troppo retta e spigolosa e le gesta dell’eroina non presentano un granchè di originalità.

Nel 1993 è invece la volta di “E’ UN Po’ MAGIA PER TERRY E MAGGIE”, tratto dal manga di Nami Akimoto.

Le due protagoniste sono sorelle gemelle, uguali nell’aspetto ma diverse nel carattere.

Ancora piccole, scoprono di possedere poteri paranormali che gli permettono di poter teletrasportarsi e parlare telepaticamente.

Le due, fidanzate a due amici chiamati amici chiamati Karver e Nelson, un giorno vengono scoperte da un loro professore mentre si teletrasportano. Questi, una volta scoperto il magico segreto e’ intenzionato a filmare le due ragazze per diventare ricco e famoso.

Nelson e Karver vengono anche loro a conoscenza dei poteri delle rispettive ragazze ma promettono loro di non svelare a nessuno segreto.

Il professore Kageura invece continua a non dare tregua alle due sorelle e spiandole riesce a filmarle nel momento del teletrasporto.

Un giorno però in una gita scolastica in montagna un fulmine lo colpisce. Terry e Maggie gli salvano la vita e lui promette loro di lasciarle in pace.

Tutto torna alla normalità quando ad un certo punto della storia Karver decide di partire in Inghilterra per studiare.

L’aereo sul quale si trova viene dirottato nelle località di Diamos ,ma grazie all’aiuto di Terry e Maggie che si teletrasportano al suo interno, tutto si risolve.

Il merito viene assegnato a Karver che viene convocato dalla principessa di Diamos, Mariè.

Questa, si innamora subito di Karver e temendo di perderlo lo rinchiude nel suo castello.

Karver viene a conoscenza di una sorella gemella di Mariè, scomparsa dalla nascita e che da anni si cerca inutilmente.

Mariè però vuole trovarla solo per ucciderla e regnare da sola sul regno di Diamos.

Maggie e Terry  non avendo notizie da parte di Karver, si teletrasportano nel castello e una volta salvato l’amato dalla prigionia ritornano in Giappone.

Qui incontrano Emma, ragazza identica a Mariè e una volta capito che e’ la gemella scomparsa, riescono a far riconciliare le due sorelle e insieme ai loro rispettivi ragazzi, riprendono la loro tranquilla vita quotidiana.

L’anime ha molte trovate originali, innanzi tutto le protagoniste sono magiche dalla nascita, non gli viene consegnato nessun magico oggetto da esseri di altri mondi, e inoltre la serie tende ad incentrarsi più che altro sulle storie d’amore delle protagoniste, cosa che prima era un elemento secondario nelle precedenti serie.

Procedendo nel lungo cammino dedicato a questo genere, non possiamo non mensionare la serie del 1996 “LISA E SEYA, UN SOLO CUORE PER LO STESSO SEGRETO”, dove troviamo la maghetta di turno, Lisa, una ragazzina di 14 anni che conduce una doppia vita: di giorno è una studentessa modello, la sera si trasforma in Seya, una ladra che agisce a fin di bene.

Seya sotto le indicazioni di Sara, una sua compagna che vuole diventare suora, ruba e restituisce solo oggetti trafugati ingiustamente.

Nessuno, oltre Sara, sa della doppia identità di Lisa che si trasforma in Seya grazie ad una formula magica (completamente tolta nella versione italiana e sostituita ad un sottofondo musicale…!!!).

Asuka, figlio di un poliziotto, vuole a tutti i costi catturare la splendida ladra del quale è segretamente innamorato e in stile “Occhi di gatti”, l’acerrima ladra fa sapere sempre prima, al giovane investigatore, tramite un biglietto, cosa ruberà!

Lisa a sua volta è innamorato di Asuka, tra l’altro compagno di classe, che la degna di attenzione solo nei panni di Seya , non sapendo che le due sono la stessa persona!

Dopo innumerevoli imprevisti, Asuka scopre che Lisa e Seya sono la stessa persona e , dichiaratosi ad essa ne diventa il proprio ragazzo.

Serie molto gradevole, anche se per certi versi un po’ infantile, “Lisa e Seya” è a mio parere una delle ultime serie majokko degne di nota!

Arriviamo al 1997, dove il già fortunato in campo, Studio Pierrot, riprende in mano il filone “maghette” , realizzando l’anime “FANCY LALA”.

La serie vede una nuova vispa ragazzina di nome Miha, che come la “collega” Sandy, ha una grande passione per il disegno , tanto da voler diventar da grande una famosa disegnatrice di fumetti.

Un giorno la piccola, tornando a casa dalla scuola, viene attirata da un negozio di giocattoli dove al suo interno trova due buffi peluche che magicamente si avvinghiano allo zaino della piccola, senza neppure fargliene accorgere. Il proprietario del negozio si accorge del “furto” , ma a sistemare il tutto si presenta un misterioso uomo,che apparirà spesso nella serie, che paga i due pupazzi, li dono alla piccola e come per magia scompare.

Miha rientra a casa e alla sera accade qualcosa che lascia la piccola senza parole! I due peluche sono due folletti e rispondono al nome di Pigu e Mogu. I due regalano a Miha una penna e un album da disegni magici, tutto ciò che Miha disegna nel magico blocco prende vita, cosi la piccola si trova un intraprendente stilista, disegnando abiti fascinosi e originali.Inoltre oltre ai magici oggetti, Miho ha la possibilità  di crescere di ben nove anni e puo’ cosi indossare gli abiti da lei creati.

Iniziano qui le avventure di Miha, che trasformatasi in Lala comincia a lavorare nel mondo dello spettacolo come attrice, modella e addirittura come cantante!

Come in quasi tutte le serie Miha perderà i magici poteri e dovrà dire addio a Pigu e Mogu, ma sarà felice dia aver vissuto una tale esperienza che le donato  sicurezza in un possibile, futuro , “reale” successo nel mondo del lavoro.

La serie non apporta grandi originalità, presenta elementi già contenuti nelle altre maghette dello Studio Pierrot, ma mostra  però un animazione molto più curata, superba e affascinante.Chiudiamo il nostro lungo viaggio tra sopiti o meno ricordi, con un anime che ha riscosso grande successo anche in Italia e che possiamo definire un vero cult del genere majokko: “CARD CAPTOR SAKURA”.

Nata nel 1998, dalle famose Clamp, “CARD CAPTOR SAKURA”,  presenta una trama intrigante e originale e che può essere considerata unica tra il genere majokko.

Sakura, la protagonista è una ragazzina piena di sogni che vive col fratello maggiore e col padre.

Un giorno, mentre si trova nella biblioteca di quest’ultimo viene attirata dalla luce proveniente da un vecchio libro.

Incuriosita si avvicina e una volta aperto, da esso fuoriescono una serie di carte, che come per magia volano via dalla finestra aperta della stanza.

Ecco allora apparire uno strano animaletto che presentandosi col nome di Cerberus affida a Sakura uno scettro magico e gli da il compito di recuperare tutte le carte che ha lasciato scappar via, al fine di proteggere l’umanità da un terribile presagio di sciagura.

Le avventure di Sakura cominciano a susseguirsi e di puntata in puntata la piccola riesce a catturare ogni singola e magica carta, grazie anche all’aiuto di Li Shoaran, un suo amico , ultimo discendente del creatore del magico mazzo di carte.

Inoltre ogni carta che Sakura recupera resta in suo potere e può farne uso per catturarne altre.

Le animazioni sono molto belle, specialmente i colori, vivaci e fluidi, tipici dello studio Clamp. Una particolarità della serie, che la rende molto grottesca è il fatto che Tomoyo, miglior amica di Sakura, filma la protagonista in ogni cambio di costume , proponendogli sempre nuovi abiti per ogni battaglia con ogni carta,  come se fosse quasi una modella!

Le serie majokko, possiamo quindi dire alla fine che hanno avuto un lungo evolversi negli anni portando più o meno novità e fascino a questa categoria di anime.

Molti indirizzano questo genere ad un pubblico prettamente femminile, ma la forza e la grinta che muovono le gesta della maghetta di turno, come per Goldrake o Daitan, portano anche il pubblico maschile a tifare e seguire le avventure della magica protagonista.

Poi, il tocco di femminilità che attrae il pubblico maschile, mette agli occhi dello spettatore quella malizia innocente che riesce a far entrare nel cuore le mitiche majokko!!